GDA2026 - 7 - Lo stupore e la lotta
"Come si fa, una volta intuito che un cammino vero ci porta in quella direzione, ad assecondare la direzione del cammino vero?". Iniziando a camminare, iniziando a far fatica, ma finalmente nella direzione che merita la fatica. Ma la fatica c'è!
Parliamo spesso tra noi di stupore. Se uno di fronte a Gesù - che restituisce la vista ad un cieco nato o rianimare un cadavere, come nel figlio della vedova di Nain o di Lazzaro - non prova nessuno stupore, è molto probabile che non stia parlando di Gesù Cristo, oppure che sia un po' matto.
La parola stupore va sempre insieme alla parola lotta, che qui è sinonimo della parola cammino. Se vuoi stare con Cristo devi vivere tutto per Lui.
Immaginatevi i suoi discepoli: tu vuoi stare con Cristo ma, se hai dormito fino a mezzogiorno e mezzo, quanto stai con Cristo? Mezza giornata? E se ti alzi e lo cerchi "Dov'è Cristo?" ma Lui è già partito? Guarda, "tu dove sei?". Sei a Cafarnao, e Cristo è già in un altro paese della Decapoli. Se vuoi davvero stare con Cristo, cosa puoi fare? Lamentarti, dire che doveva aspettarti, che avevi fatto serata ed eri stanco? L'unica cosa che puoi fare è correre all'altro paese.
Lo stupore dice l'attrattiva di Cristo;
la lotta dice la tua risposta.
Quando Gesù dice “A chi ha sarà dato, e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”, sta parlando dell'amore di Dio, del dono che ci è stato fatto con l'incontro. Se lo traffichi, lo guadagni, se non lo traffichi e te lo tieni lì come un bel regalo, lo perdi.