Ciò di cui il mondo ha bisogno.

Il Papa, nel saluto ai giovani del villaggio ragazzi ha richiamato una frase di san Giovanni Paolo II: 

«Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, è la comunione», e poi ha aggiunto: «Voi sapete costruire la comunione con l’amicizia».5       
Queste parole del papa non sono per noi parole fra le altre. La parola «comunione» specifica, infatti, la nostra vocazione all’interno della Chiesa, è il primo pilastro della concezione che ci qualifica:  6

La comunione dei credenti -resa possibile dal sacramento del Battesimo, il gesto con cui Cristo ci afferra e ci coinvolge con Sé – è il luogo, il volto, il segno della Sua permanenza nella storia, della Sua contemporaneità. L’avvenimento di Cristo continua nella storia come avvenimento della nostra comunione. Cristo non è perciò una lontananza confinata nel passato, non è abbandonato alla nostra interpretazione: è risorto, è vivo, è presente qui e ora attraverso il mistero del Suo corpo, cioè il mistero della Chiesa, della nostra comunione, con la sua concretezza e storicità, fatta di volti, di temperamenti, di nomi.

Pensiamo a cosa questo ha significato per ciascuno di noi: tutti noi ci ritroviamo qui perché abbiamo fatto un incontro (clicca sul link per aprire la pagina) – accaduto a scuola, in università, sul posto di lavoro, nel nostro quartiere – con gente cambiata, resa più umana dall’appartenenza a Cristo, alla Sua compagnia. Attratti dal modo con cui vivevano e affrontava le situazioni, ci siamo legati a loro e abbiamo cominciato a chiederci da dove venisse quella diversità di vita così evidente e affascinante e desiderabile, in cui si rivelava qualcosa di profondamente corrispondente alla nostra sete di compimento. 

Ci siamo sentiti rispondere che è opera di Cristo. 

L’incontro con Cristo avviene «ora» attraverso l’imbattersi nella comunione cristiana. Come per Giovanni e Andrea, così per noi questo incontro dà inizio a un rapporto umano senza paragoni: «Vi ho chiamato amici» 7 . E si realizza come «un coinvolgimento di vite»,  «un'“amicizia”, nel suo senso pieno e totale».8   Anche noi abbiamo sperimentato che il movimento è un’amicizia.

«Amicizia» è un sinonimo della parola «comunione» o «unità», ma «mette addosso ai termini comunione, comunità e unità, tutta la carne, il sangue, le ossa e le membra che esistenzialmente, di fatto, vitalmente, traducono quei termini». 9

L’amicizia riveste di carne e traduce esistenzialmente la comunione: non dipende dal fatto che l’altro “mi vada bene”, sia simpatico o intelligente, si conformi al mio gusto, ma si fonda sul fatto che Dio l’ha scelto come ha scelto me, me l’ha fatto trovare accanto, attirato come me dallo stesso accento e dallo stesso carisma. Fosse dipeso dalle nostre valutazioni e simpatie, in molti tra noi non si sarebbero mai legati fra loro, e invece vivono un’amicizia aperta al mondo intero e in cui niente è lasciato fuori.
E quando è così, anche gli altri se ne accorgono.

«La natura della nostra amicizia è un aiuto a camminare verso il destino» 10.  Il movimento è «una «compagnia guidata al destino» 11 che vive e incide sulla storia in quanto amicizia!

«Ciò che incide sulla storia, la più vera unità di popolo, è la comunità come amicizia. È l’idea fondamentale cristiana della koinonia, una comunità di uomini che riconoscono di avere in comune il significato di tutto quello che fanno: hanno in comune Cristo!» 12

È di questa comunione reale, è di questa amicizia che – ci ha detto il Papa – il mondo ha bisogno.

Perché la comunione e l’amicizia fondate in Cristo sono l’inizio di un mondo nuovo, una società nuova, rapporti nuovi, più umani, in cui l’amore al destino di ogni persona e la pace diventano possibili, e in cui la liberazione, personale, culturale, sociale, perfino politica, è già visibile, è già sperimentabile.

È vivendo la comunione cristiana, portandola ovunque siamo, e contribuendo a costruirla, che noi collaboriamo al cambiamento del mondo, altrimenti con tutte le buone intenzioni aggiungiamo un altro peso a quelli già esistenti, senza apportare alcuna novità. La liberazione consegue alla comunione con Cristo e fra noi: per questo ci siamo chiamati Comunione e liberazione.





5   «Saluto di papa Leone XIV al Villaggio Ragazzi» al 47° “Meeting per l’amicizia fra i popoli”.
6   L. Giussani, Una rivoluzione di sé. La vita come comunione (1968-1970), Rizzoli, 2024, pp. 12-13.
7   (Gv 15,15)
8   L. Giussani, Una rivoluzione di sé. La vita come comunione (1968-1970), p. 30.
9   L. Giussani, Una rivoluzione di sé. La vita come comunione (1968-1970), p. 195.
10 L. Giussani, Dal temperamento un metodo, BUR, Milano 2002, p. 333.
11 L. Giussani, L’opera del movimento. La Fraternità di Comunione e Liberazione, Ed Nuovo Mondo, Milano 2026, pp. 70 e 104.
12 L. Giussani, Qui e ora. 1984-1985, BUR, Milano 2009, p. 325