Giornata d'inizio anno CL 2026 - INTRODUZIONE
La Giornata di inizio anno è il momento in cui, all’inizio di un nuovo anno sociale, ci fermiamo a considerare il cammino compiuto (i fatti che hanno reso più ricca e più certa la nostra fede, i compagni di strada che si sono aggiunti, e le urgenze che sono emerse ed esigono di essere affrontate), per riconoscere ciò che ci ha generato e ci ha portato fin qui. prima di rimetterci in cammino.
Si tratta di riconoscere ciò che già vive dentro la nostra esperienza, perché
i fatti che accadono alla nostra compagnia sono il modo con cui il Signore ci chiama e ci conduce
Pensiamo alla moglie di Pietro e di
Andrea, abituate a vederli partire per la pesca, consapevoli dei rischi che affrontavano e con la paura perché ogni
uscita poteva anche essere l’ultima.
E poi,
all’improvviso, è subentrato un altro tipo di partenza: avevano
cominciato a seguire quel Nazareno, prima per poche ore, poi per
giorni e settimane, e la casa restava vuota.
Ed è nato un nuovo tipo di attesa,in cui c'era tutta la consapevolezza di quanto fosse grande ciò che stava accadendo e il peso entusiasmante, fatto di presenza, gesti e parole, che si era posato sulle spalle di quei due uomini, e che coinvolgeva tutta la loro vita.
Noi siamo parte della stessa storia,
iniziata 2000 anni fa con quel Nazareno:
anche noi viviamo immersi
nella Sua presenza, nei gesti e nelle parole della Sua compagnia, il
cui ritmo ci prende, ci coinvolge e ci trascina. Ecco, noi ora
abbiamo bisogno di guardare alla nostra esperienza con la stessa
consapevolezza con cui quelle donne guardavano i loro mariti.
Ognuno ha la propria vocazione, ma non
saremmo qui e non avremmo vissuto la nostra vita come l'abbiamo vissuta, con le nostre
famiglie, i nostri figli, il nostro lavoro, se non ci fosse stato questo incontro. Soffermiamoci quindi a guardare quello che ci è stato donato nell'anno trascorso, per meglio capire i passi del nuovo anno che stiamo iniziando.
Quello che abbiamo trascorso è stato
per noi un anno di particolare grazia.
- A gennaio, l’udienza con il Santo Padre ci ha confermati e incoraggiati, e ha rilanciato tutto il movimento a prendere posizione davanti alla nostra storia.
- Il tentativo di giudizio da noi messo in campo in occasione del Referendum costituzionale, al di là dell’esito, è stato motivo di maturazione su cosa significhi essere una presenza nel mondo.«E' questo che ci ha affascinati incontrando le persone e le realtà del movimento:1 “non un cristianesimo della separazione tra la fede e la vita, ma un cristianesimo intero, che ha a che fare con la storia, con le esigenze e con i problemi della vita e della società”»2.
«Noi siamo nati per “essere dentro”, il che corrisponde alla categoria cristiana dell'incarnazione: Dio è venuto e si è coinvolto con tutta la nostra vita. Noi siamo nati con un coinvolgimento potente, profondo, nella vita della scuola, a dispetto di tutte le accuse di chiusura e di integralismo».
- Il 14 maggio è giunta la tanto attesa chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del nostro caro don Giussani: un ulteriore dono che intensifica e approfondisce la gratitudine nei confronti della nostra storia e nei confronti della Chiesa. Attendiamo ora l’esito del processo che prosegue a Roma, secondo i tempi che vorrà il Signore.
- Dopo la grazia della visita del Papa al Meeting e, in continuità con questo, le Equipe dei responsabili del CLU e di GS, a La Thuile, quello a cui abbiamo assistito è stato una sovrabbondanza di vita che ci supera da tutte le parti, l’evidenza di un’opera che non è la nostra.
- Ecco il saluto, fatto a braccio dal Papa al Villaggio Ragazzi del Meeting, parole spontanee dette sotto l’urto di un incontro imprevisto e imprevedibile.
«Grazie! Grazie! Grazie per essere qui; grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo che è segno dello Spirito! Anni fa san Giovanni Paolo II disse: “Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, è la comunione”. Ancora oggi possiamo ripetere le stesse parole. E se ci sarà comunione nel mondo, comincia con voi giovani, perché voi sapete costruire la comunione con l’amicizia, sapete rispettarvi gli uni gli altri per costruire la pace e il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità, della vostra fedeltà. Dio benedica tutti voi e che siate sempre fedeli a Gesù Cristo». 3
Da questa vita sempre nuova, e dalla
provocazione dei fatti che ci sono accaduti, nascono due domande:
Come andare al fondo dell'indicazione del Papa: la comunione che prende forma nell’amicizia, in quel luogo reale che si chiama Chiesa, e che siamo chiamati a costruire?
Come far sì che la comunione non rimanga solo sullo sfondo, ma che ci coinvolga personalmente in tutto, nel giudizio, nel modo con cui guardiamo le cose, nelle scelte che facciamo, nelle posizioni che prendiamo, e diventi esperienza vissuta, capace di generare un cammino e una responsabilità.?
Don Giussani ce lo dice con chiarezza, la domanda dell’uomo viene accolta e dilatata dentro un’appartenenza più grande:
«Tutta la domanda dell’uomo, del singolo uomo, non è lasciata alla sua solitudine disperata, ma è compresa e dilatata, partecipata dentro un ambito più grande, che ne allarga i confini e l’accompagna alla ricerca del compimento, della risposta. Perciò l’espressione artistica, la musica, tutta la cultura sono l’avvenimento il cui soggetto è la persona in quanto appartiene a un popolo, la persona che esprime in sé la coscienza di un popolo, che realizza e incarna in sé, traduce il tratto caratteristico di quel popolo».4
Davide
Prosperi.
Il fatto che siamo qui insieme, un popolo che testimonia stupore e gratitudine per la «sovrabbondanza di vita» che abbiamo vissuto, è il primo segno della verità
delle cose che ci diremo. Non è merito nostro, è un dono di
grazia. Iniziamo a leggere i passi più significative dei discorsi del Papa al Meeting, che ci hanno
fornito una traccia preziosa per il nostro cammino, e poi, nei prossimi mesi, dovremo
leggerli e meditarli nella loro interezza, come figli che desiderano
seguire i passi indicati dal padre.
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1 D.
Prosperi, «Tendenzialmente uniti come genesi di giudizio e come
azione», 21 aprile 2026, clonline.org.
2 L.
Giussani, Il centro della vita. Il fatto di Cristo e della sua
permanenza (1971-1972), Rizzoli, Milano 2026, p. 34.
3 Saluto
spontaneo di Papa Leone XIV al Villaggio Ragazzi -47° “Meeting
per l’amicizia fra i popoli”, 22 agosto 2026
4
(L. Giussani, «L’io si
ritrova in un popolo», Spirto gentil, BUR, Milano 2026, pp.
320-321).