GDA2026 - 1 - Un'amicizia che apre
Stiamo parlando di un'amicizia originale, un'amicizia per il destino, che rende visibile la comunione:
Si sacrifica il proprio particolare per un'amicizia che apre, spalanca: perché emerga il motivo per cui si sta insieme. La nostra amicizia deve essere bella, cioè aperta, perché è la carne della comunione.
Non stiamo parlando di un'amicizia nel senso che di solito si dà a questa parola, cioè come una “confidenza”, anche se questo tipo di amicizia esiste e magari svolge anche un certo compito terapeutico. Quando, nel Vangelo di Luca, a chi gli dice "Io ti seguirò dovunque tu vada" Gesù risponde che "le volpi hanno le loro tane, gli uccelli del cielo hanno i loro nidi", si sta riferendo a questo tipo di dimora confidenziale dove uno si sente protetto affettivamente. Così come quando noi ci organizziamo per andare a mangiare la pizza.
Allargare l'amicizia ad un orizzonte così ampio non si fa senza sacrificio, perché si tratta di sacrificare il proprio particolare, egoismo, egocentrismo, la propria voglia di possesso. Però è un sacrificio che val la pena fare se uno ne comprende la portata e la bellezza.
Un'amicizia a due, flick e flock, fa tenerezza, ma non è una realtà invidiabile; invece, l'amicizia di San Bernardo con quei ventisette, che quando ha deciso di andare in monastero l'hanno seguito immediatamente, è invidiabile, perché è evidente che è un'amicizia legata a un destino, tesa a un ideale.