L'originale dipendenza
Abbiamo detto che il valore della persona così definito è affermazione che corrisponde profondamente alla nostra natura. Ma su che cosa si fonda? Se non si ha chiaro su che cosa si fonda un valore, lo si misconosce senza rendersene conto. L’evidenza ultima della vita, subito dopo il fatto che si esiste, è che prima di aver vita non l’avevamo.
Perciò dipendiamo.
Come si motiva, dunque, l’appassionata e intransigente affermazione che ci viene da Gesù del valore assoluto del singolo, se questo prima non esisteva, se esso sorge dal mondo come la schiuma dalla cresta dell’onda e nel mondo si dissolve, se esso è fenomenicamente derivazione dal passato, effetto di dati biologici precedenti e destinato a consumarsi?
Chiaramente non si motiva!
Cristo evidenzia nell’uomo una realtà che non deriva da dove l’uomo fenomenologicamente proviene, ma che è rapporto diretto esclusivo con Dio.
E questo rapporto è il valore fondamentale che dà consistenza al significato della singola persona.
E' il rapporto misteriosamente personale che riguarda anche il più piccolo essere umano: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli...”; è il contenuto di questo rapporto che rappresenta «il tesoro nascosto nel campo... è questo rapporto il soggetto irriducibile di una conoscenza indeducibile. E l'’amore, suprema espressione dell’autocoscienza e dell'auto-possesso dell’uomo, cioè della libertà, è l’adeguata espressione di questo rapporto.
Così che il senso della vita umana, il destino assolutamente unico e personale che in essa si gioca dipende da tale amore assolutamente unico e personale. Senza riconoscere questo rapporto con Dio, senza riconoscere questa dipendenza dal Mistero, non c'è possibilità di essere realmente persona e di riconoscere realmente il valore del singolo.
“È la scoperta della persona che con Gesù entra nel mondo, ed è la passione per essa che rende Gesù appassionato messaggero della dipendenza, unica e totale, del singolo uomo dal Padre”: perché li trova la sua consistenza.
“La religiosità cristiana non sorge come gusto filosofico, ma dall’accanita insistenza di Gesù Cristo che vedeva nel rapporto col Padre l’unica possibilità di salvaguardare il valore della singola persona. La religiosità cristiana sorge come unica condizione dell’umano”.
Quindi riconoscere l'uomo come mistero, totalmente dipendente da qualcosa più grande di lui che lo supera, che vuole il suo bene, lì sta l'unica consistenza della persona umana.
“La scelta dell'uomo è o un concepirsi liberi da tutto l'universo e dipendenti solo da Dio, oppure libero da Dio, e allora diventa schiavo di ogni circostanza. La grandezza e la libertà dell'uomo derivano dalla dipendenza diretta da Dio, condizione per cui l'uomo può finalmente affermare se stesso. La dipendenza da Dio è la prima condizione per l'interesse umano”.
“L’insistenza sulla religiosità, quindi sulla dipendenza totale da qualcosa che ci supera, che può portare a compimento tutto ciò che siamo, che darà significato e gusto alla nostra vita, è il primo assoluto dovere dell’educatore, cioè di ognuno di noi, dell’amico, di colui che ama e vuole aiutare l’umano nel cammino al suo destino”.
(L. Giussani, All'origine della pretesa cristiana, Cap.8 - La statura umana, par. 2)