In un preciso momento
L'avvenimento cristiano come incontro - da cui si sprigiona una dinamica di conoscenza e di affezione che dà corpo e unità all'io - accade sempre in un preciso istante, un momento puntuale della vita.
Non vi è altro momento della nostra esistenza che abbia lo stesso valore, al punto che perdere quel momento può equivalere a perdere se stessi. E poiché lo si può perdere subito dopo, è solo riprendendolo che si ritrova un cammino sicuro. Se anche uno andasse in monastero a fare il monaco, è in forza della memoria di quel preciso momento che può continuare a camminare.
Von Balthasar invitato, nel 1961, a parlare della sua vocazione - la vocazione è la vita che diventa cosciente di sé, del suo destino e del compito che deve realizzare per arrivare al suo destino - racconta con precisione l'istante in cui percepì la sua chiamata, durante un ritiro ignaziano, nell'estate del '27:
“Anche adesso, trent'anni dopo, potrei tornare su quel sentiero della Foresta Nera, non molto lontano da Basilea, e ritrovare l'albero sotto il quale fui colpito come da un fulmine. E ciò che allora mi venne in mente di colpo non fu né la teologia, né il sacerdozio. Fu semplicemente questo: "Tu non devi scegliere nulla; tu sei stato chiamato. Tu non dovrai servire. Tu sarai preso a servizio. Ti sarà dato [la vocazione, come compito da svolgere, la dà Iddio, non la scegliamo noi], non devi fare piani di sorta, sei solo una pietruzza in un mosaico preparato da tanto tempo". Tutto ciò che dovevo fare era solo lasciare ogni cosa e seguire, senza fare piani, senza il desiderio di particolari intuizioni. Dovevo solo star lì, per vedere a cosa sarei servito".
Questo brano vale letteralmente per ognuno di noi, nella misura in cui ognuno di noi ha preso parte all'avvenimento cristiano in un momento d'incontro: il momento d'incontro è quello in cui Cristo, o il fatto cristiano, ci si è mostrato, come quel volto nella folla di cui parlava Tarkovskij. E se anche la percezione è stata momentanea, sottile, essa è inconfondibile: una corrispondenza a quello che siamo. L'incontro porta con sé il significato che il cuore della vita esige, come fonte di tenerezza verso se stessi e di amore verso gli altri, come ragionevolezza del tempo e dello spazio da attraversare, come appoggio per la vita e per la morte.
A ognuno di noi è stato dato questo: non dico a tutti gli uomini allo stesso modo, perché in questo è Iddio che fa i suoi piani, ma a noi che siamo qui sì. Quello che Von Balthasar dice di sé è vero per ognuno di noi, non solo per chi è chiamato a una particolare strada vocazionale.
Il Battesimo ha segnato la strada vocazionale che ci accomuna. E a un preciso momento della nostra esistenza, in una determinata circostanza, in un certo incontro, il contenuto del Battesimo è come apparso nella sua grande pretesa così ragionevolmente fondata, dimostrata dalla persuasività che esercita - giustamente - una corrispondenza percepita col nostro cuore.