Il valore della persona
1) Il valore della persona.
Fattore fondamentale dello sguardo di Gesù Cristo è l'esistenza nell'uomo di una realtà superiore a qualsiasi realtà soggetta al tempo e allo spazio.
Tutto il mondo non vale la più piccola persona umana; questa non ha nulla di paragonabile a sé nell'universo, dal primo istante della sua concezione fino all'ultimo passo della sua decrepita vecchiaia. Ogni uomo possiede un principio per cui non dipende da nessuno, fondamento di diritti inalienabili, sorgente di valori.
Il valore non si può confondere (come, da una mentalità corrente, siamo sempre tentati di fare) con le reazioni che siamo indotti ad assumere. In questo modo il valore della persona tende ad essere ridotto ai termini prevalenti della mentalità propria all'ambito in cui si vive.
Al contrario la persona gode di un valore e di un diritto in sé, che nessuno può attribuirle o toglierle. Il valore racchiude il motivo, lo scopo di un'azione, il «ciò per cui val la pena agire», o esistere. Quindi essere sorgente di valori significa per la persona avere in sé lo scopo del proprio agire.
Per tutto ciò Gesù dimostra nella sua esistenza una passione per il singolo, un impeto per la felicità dell'individuo che ci porta a considerare il valore della persona come qualcosa d'incommensurabile, irriducibile. Il problema dell'esistenza del mondo è la felicità del singolo uomo. «Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?» (Mt. 16,26).
Nessuna energia e nessuna tenerezza d'amore paterno o materno han mai investito il cuore dell'uomo più di questa parola del Cristo appassionato della vita dell'uomo. Del resto, l'ascolto di questi interrogativi posti da Gesù rappresenta la prima obbedienza alla nostra natura. Se si è sordi ad essi ci si precludono le esperienze umane più significative. Non si potrà amare sé e si sarà incapaci di volere bene a chiunque altro. II motivo ultimo infatti che spinge a voler bene a sé e all'altro è il mistero dell'io; ogni altra ragione è a questo introduttiva.
(L. Giussani, All'origine della pretesa cristiana, Cap.8 - La statura umana, par. 1)