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Come è nata "Le Soleil..."

Quando Beatrice, raccontandoci del test per l'ingresso alle scuole di specializzazione, si è soffermata sulle domande di cardiologia, io ho immediatamente pensato a Dio, perché Dio, come il battito del cuore, è la vita.  Quando Beatrice era piccola piccola, glielo dicevo spesso: "ogni tanto fermati ad ascoltare il battito del tuo cuore, lo senti? È Dio che bussa alla tua porta".  Mi è venuto in mente il rumore che il cuore fa quando le sue valvole si aprono e si chiudono per pompare il sangue nelle arterie. Sentito con il fonendo, assomiglia al rumore di una vela riempita dal vento.  Per descrivere questo rumore, di solito, si usano dei termini onomatopeici: tum-ta in italiano, lubb-dub  in inglese, frou-ti  in francese.  Non so perché, in quell'istante mi son ritrovato a rivolgermi a Dio usando questi termini, parlando con Lui in francese e poi in inglese, e Gli ho detto: "Tu sei tutto il mio bene, il  sorgere continuo della vita in me, il cuore del m...

Traduzione di "Le soleil"

Tu splendi come il battito del cuore,  che sussurra in me.  Sei Tu quel dolce battere del cuore dentro di me! Guarda come è nata la poesia

Aspettando il Marconi Express (5)

Se poi c'è il tempo - un pezzo di strada insieme, un racconto "da dove vieni, perché sei qui, come ti chiami?" - quella gratuità iniziale si trasforma in stupore e ci si racconta a vicenda di sé con semplicità, come con un "amico'.   Lo stupore apre il cuore, illumina, e non si perde, a  volte si traduce in una vera amicizia, ma anche quando ciò non succede,  rimane nel ricordo quasi a indicarci la strada.

Aspettando il Marconi Express (4)

" Sutúra ": a volte un incontro, specie se casuale, ci fa riprendere coscienza di noi stessi e della vita come dono, di cui ci eravamo dimenticati.  Come quando il chirurgo deve suturare una ferita, o lo psicologo ci aiuta a rimettere in relazione parti di noi che i casi della vita avevano strappato.   La sutúra è un gesto rispettoso, quasi un'arte, che ridona vita, fiducia, bellezza; non nega le ferite, i limiti, le dimenticanze,  ma fa ritrovare lo slancio in una nuova forma.  Esattamente come il Marconi Express che quel giorno funzionava solo a metà:  a volte le cose imperfette sono proprio quelle che permettono gli incontri. E gli incontri ci fanno percepire che l'imperfezione di cui siamo fatti non è solo materiale, ma é bisogno di  rapporti che ci aprano all'infinito. 

Aspettando il Marconi Express (3)

La poesia sembra si faccia da sola.. è una storia di vita vissuta  come tante, e racconta di un incontro casuale, un barlume di "soluzione", che porta pace, e che si rivela poi non così casuale: perché un aiuto vicendevole è sempre fonte di stupore, fa vedere il gratuito che c'è nel cuore dell'altro e che ci corrisponde fino in fondo. Una storia così è forse capitata anche a te? 

Aspettando il Marconi Express (2)

Nelle tre strofe centrali, ecco che qualcuno si muove, non si rassegna allo smarrimento e non si ferma al lamento, ma prova a cercare una soluzione (andare in taxi dividendo la spesa con altri passeggeri ci permetterà di non perdere la coincidenza alla stazione centrale) Non è facile, bisogna metterci la faccia, bisogna  interloquire con facce sconosciute, chiedere, farlo con delicatezza per non turbare e per non infastidire,  trasmettendo fiducia e sicurezza. 

Aspettando il Marconi Express (1)

Questa prima strofa descrive la situazione reale in un aeroporto, con arrivi e partenze, impegni che attendono, inconvenienti che capitano.  Spesso, di fronte agli inconvenienti, come una navetta che funziona solo a metà e la paura di perdere una coincidenza, nasce lo smarrimento ed il lamento.